Amiamo molto la Grecia: i suoi colori, i suoi profumi, i sapori, la gente, IL MARE! perciò abbiamo deciso di tornarci per la terza volta; e, dato che non ci piacciono i posti molto turistici scegliamo di esplorare il nord e la Penisola Calcidica, dove non siamo mai stati.

17/07/05

Ci imbarchiamo regolarmente alle ore 15,00 e, se non fosse per l’estenuante attesa sotto il sole per l’imbarco, Ancona vista dal porto è proprio bella! Dal ponte della nave la bandiera greca sventola proprio sotto il Duomo, eccole così madre e figlia: Grecia e Ankon di nuovo vicine. Partiamo puntualmente alle 16,00.

18/07/05

Risveglio ore 6,00 (le 5,00 per l’Italia). Alle 9,30 siamo a terra nel nuovo porto di Igoumenitsa, il tempo di leggere le indicazioni dell’autostrada in costruzione che ci eviterebbe il dilemma: Katara Pass o Konitza e siamo già in centro, con una certezza: la statale per Ioannina che già conoscevamo. Pochi tornanti ed ecco la “Grecia nostra”: sole, salite, e cicale. Per fortuna il caffè italiano per la colazione lo abbiamo bevuto prima ancora di sbarcare perché per molti chilometri non troviamo granchè. La strada, nonostante le curve e l’avessimo già percorsa, questa volta ci sembra più in salita ma più agevole.
Deviando per la E 90 prima di IOANNINA in direzione Konitsa aggiriamo il massiccio del monte Pindo percorrendo una strada panoramica in cui si può sostare, per il pranzo, in qualche piazzola in riva al fiume.
La E 90 si immette nella costruenda autostrada A2 in prossimità di Siatista e prosegue per Kozani – Veria alternati da altri tratti in costruzione. Dopo Kozani si incontrano diverse bancarelle che vendono patate, agli e cipolle. Si riprende l’autostrada dopo pochi Km. Finalmente nel pomeriggio siamo nella pianura coltivata formata dai numerosi fiumi che da nord scendono verso l’Egeo e in lontananza appare Salonicco, la seconda città della Grecia, e si vede dall’intreccio delle strade e dal traffico caotico.
Dopo aver superato brillantemente e con un po’ di fortuna il lungomare di Salonicco, su cui domina la Torre Bianca, emblema della città, ci troviamo “infognati” nel quartiere della Marina, perché scomparse le indicazioni stradali diventa difficile trovare la strada per Epanomi dove è segnalato un campeggio per pernottare. Per fortuna non lo troviamo e così sostiamo tranquillamente in un piazzale molto grande vicini al porticciolo e al lungomare di Ormos pieno di taverne e negozietti.

19/07/05

Risvegliati dal vocio dei pescatori e dalle grida dei gabbiani, ripartiamo alla volta di Capo Paliouri, nel primo “dito” della Calcifica, la penisola di Kassandra. Lungo la strada attraversiamo ed evitiamo accuratamente di fermarci, paesini tipo “Marcelli di Numana”, pieni di turismo locale. Arriviamo, invece, al campeggio statale di Paliouri: molto grande, alberato essenziale ma con possibilità di attacco diretto d’acqua (se avete la fortuna di trovare una “cannelletta” libera), con una bella spiaggia grande con sassolini, scogliera e un’insenatura adatta anche a chi ha una barca, un canotto o una canoa.

20/7/05

Giornata dedicata interamente al mare, e CHE MARE !!!

21/7/05

SEMPRE MARE !!!

22/7/05

Partenza per il giro di ritorno della penisola. Dopo una sosta a Possidi su spiaggia libera per altro sole, altro mare, torniamo, in serata a Nea Moudania, dove pernottiamo al camping Ouzoni Beach, che si trova proprio nell’istmo che collega la penisola Kassandra al Promontorio della Calcidica

23/7/05

Ci fermiamo per un giorno di mare. Il campeggio Ouzoni Beach è ben organizzato, nei servizi, anche in spiaggia, ma purtroppo pieno di vacanzieri locali e di notte pieno di zanzare.

24/7/05

Mattina partenza per la penisola di Sithonia: un angolo di Sardegna trasferito in Grecia, con stupendi panorami a picco sul mare . Lungo la strada sostiamo a Porto Koufo, incastonato in un ambiente suggestivo e tranquillo. Pranziamo in un ristorantino caratteristico proprio sul mare. Pomeriggio mare. Dopo il bagno proseguiamo per il giro della penisola. Non essendoci posti per la sosta libera la sera ci fermiamo al campeggio Armenistis molto reclamizzato lungo la strada, pieno di attrattive, possibilità di svago di sport, pieno di vita = caos, molto molto turistico e poco poco greco, affollatissimo, fuggiamo la mattina dopo, presto!

25/7/05

Ripartiti in direzione di Vourvourou esplorando la zona ci addentriamo in una bella pineta che arriva fino al mare e seguendo le indicazioni per la spiaggia ci imbattiamo prima, in una chiesina molto bella e poi in una spiaggia tipo Sardegna, incorniciata da rocce di granito e mare limpido e stupendo, da vera Grecia: sulla spiaggia non passano i “vu comprà” ma i venditori di “bomboloni”, alla faccia della linea! Pranziamo nel piazzale della chiesa, dove si può sostare tranquillamente, ma non sappiamo se è sicuro per pernottare, infatti gli altri 3 camper fermi se ne vanno subito dopo pranzo.
Nel tardo pomeriggio torniamo sulla strada fuori Vourvouro, e arriviamo al campeggio Rea, bello, un po’ campagnolo ed essenziale, spiaggia su una laguna da un lato e sul mare aperto dall’altro, molto particolare. La sera stessa finalmente parlando un po’ di italiano con la titolare, molto gentile, prenotiamo , per l’indomani, un escursione con battello lungo la penisola del monte Athos e fino a Ouranopoli.

26/7/05

Alle 9, il figlio della titolare ci accompagna, in auto, al porto di Ormos Panagia (circa 10 Km dal campeggio) da dove ci imbarchiamo per l’escursione. La vista del monte, alto m. 2303, è spettacolare, come lo sono pure i numerosi monasteri arroccati sulla penisola. Peccato che sul battello ci sia una guida che parla solo greco, inglese e tedesco, ma ci siamo organizzati con una guida scritta in italiano, molto interessante.
Al ritorno, sul battello abbiamo anche la fortuna di assistere ad uno spettacolo folcloristico. Purtroppo al ritorno si dimenticano di venirci a prendere, ci sentiamo persi, ma dopo i primi minuti di indecisione telefoniamo e in uno stentato inglese riusciamo a farci capire, con tanto di scuse ci recuperano. FIIUUU !

27/7/05

Dopo colazione partiamo per raggiungere Kavala, percorriamo la strada dell’interno che porta a Stagira, città natale di Aristotele, dove è allestito un parco con una statua moderna e una serie di strumenti che permettono di effettuare esperimenti scientifici, molto interessante e divertente sia per grandi che per piccini.
Lungo la strada incontriamo una tartaruga allo stato libero, la aiutiamo ad attraversare la strada per evitare di essere investita, ma non gliene può fregare di meno, guardando dallo specchietto retrovisore, dopo poco, vediamo che è di nuovo in mezzo alla strada, speriamo che tu sia ancora viva, piccola peste! Ritornati sulla strada costiera,nei pressi Olimpiada, ci fermiamo per la sosta pranzo di fronte ad un mare stupendo. Poco più avanti a Stavros, piccola località turistica, incontriamo diversi camper fermi (i primi dopo tanti Km) per la sosta libera lungo mare, vicino ad una pineta, oltre ad una pittoresca carovana di somarelli. Continuando la strada costiera, a scorrimento veloce, diventa per noi molto lenta per una gomma bucata, nonostante l’efficacia dell’ Europeassistance perdiamo 2 ore e 30 e la possibilità di visitare l’isola di Thassos .
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Kavala e ci fermiamo al Camping Batis sul mare, molto elegante, più che altro lussuoso, degno epilogo di una vacanza stupenda. Kavala è una cittadina costruita su una collina ad anfiteatro sul mare, molto bella, storica ed animata da turisti, non per niente la spiaggia è, meritatamente, bandiera blu d’Europa.

28/7/05

In mattinata provvediamo alla riparazione della gomma bucata e partiamo alla volta di Alexandroupoli. La strada è a scorrimento relativamente veloce, ma il panorama è desolato, qua e là spunta ogni tanto un minareto. Ad Alexandroupoli, parcheggiamo in un grande parcheggio vicino al porto e visitiamo il mercato all’aperto. Dopo aver pranzato in un ristorante all’aperto lungo mare, visitiamo pigramente la città, che è solo un importante centro commerciale, ma ha già un vago profumo d’oriente, l’unico monumento importante è l’antico faro, fin troppo restaurato, al centro della città.
Al ritorno, deviando su una strada costeggiante una laguna incontriamo casualmente due chiesette ortodosse proprio in mezzo al lago, molto suggestive, ben curate, che infondono una pace interiore, e assistiamo anche ad una parte di una messa in rito ortodosso.
Proseguendo lungo la strada (non ricordiamo il nome del paese) vediamo sopra un palo della luce UNA cicogna, UAHUU CHE BELLO! Poi un’altra, poi un’altra ancora, poi un nido, poi un altro nido con i piccoli e ancora un altro, insomma una via piena di cicogne, ritorniamo al campeggio stanchi ma emozionati.

29/0705

Partiamo da Kavala a malincuore per la strada del ritorno in direzione Salonicco, dove arriviamo in tarda mattinata. Dopo aver girato a lungo nella disperata ricerca di un parcheggio, finalmente lo troviamo, ma soprattutto troviamo una rosticceria con specialità greche veramente eccellenti ci rifocilliamo.
Nel pomeriggio visitiamo la città: Torre bianca, monumento moderno “Umbrellas” sul lungomare, la Rotonda di San Giorgio col vicino minareto (la tomba dei Dervisci) e facciamo un giro per la via principale, piena di negozi e di vita. Nel tardo pomeriggio, stanchi morti, ripartiamo per avvicinarci a Igoumenitsa e ci fermiamo a dormire in un campeggio a Metoni scampagnato un po’ in alto su una collinetta a picco sul mare, in una baietta che ricorda un po’ il “nostro” Ripari di Giobbe” a circa 30 km da Salonicco.

30/7/05

Partiti per Igoumenitsa percorriamo circa km 100 di autostrada fino a Grevena e poi è tutta strada di montagna fino a Ioannina, evitiamo di nuovo il Katara Pass, ma in prossimità del lago il panorama è suggestivo e ne è valsa la pena. Da Ioannina a Igumenitsa ci ancora circa 1OO Km. di strada di montagna, panoramica, è la stessa dell’andata ma sembra non finire mai, forse per l’incolonnamento dei numerosi Tir che incontriamo.
Finalmente al tramonto arriviamo al porto, e tutto il paesaggio è molto suggestivo. Dopo un paio d’ore di attesa ci imbarchiamo sulla nave alla volta di Ancona. La vacanza è finita ma nei nostri occhi e nei nostri cuori rimangono ancora i colori, i profumi, i sapori, la gente, IL MARE della “Grecia nostra”, che speriamo di rincontrare l’anno prossimo.

Adriano e Paola

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