Viaggio in Francia 4-17 Agosto 2002

Partenza dalla prima area di servizio sull’A14 dopo l’uscita di Senigallia.

Carovana composta da: 3 Motorcaravan (2 presi a noleggio e precisamente i due Auto-Roller 3 e 7, mentre il McLouis 431 è di proprietà, tutti con motorizzazione Fiat Ducato 2.8 jtd); l’Auto-Roller 3, immatricolato a Marzo di quest’anno, aveva già percorso poco più di 15.000 Km e ospitava la mia famiglia composta di 4 persone; in questo modo i 6 posti letto di questo modello ci avrebbero permesso di non dover smantellare ogni sera l’unica dinette presente sul camper. L’Auto-Roller 7, immatricolato qualche mese più tardi e con 5.000 Km in meno dell’AR 3, ospitava la famiglia Antonini composta da 5 persone; anche in questo caso una delle due dinette presenti poteva restare sempre montata e offrire un valido piano di appoggio. Infine il McLouis di proprietà della famiglia Santilli, camperisti da almeno 10 anni, ospitava 3 persone e anche in questo caso, visto i 5 posti letto disponibili, la dinette più grande poteva restare sempre montata.

Equipaggio composto in totale da 12 persone di cui:

Auto-Roller 3:
CapoFamiglia e autista con nome in codice “Uomo del Monte”, 43 anni, commerciante; guida ufficiale della carovana nome in codice “Cartina”, 41 anni; 2 figli nome in codice “Me compri” e “Mattiniero” rispettivamente di 12 e 7 anni.
Auto-Roller 7:
CapoFamiglia e autista nome in codice “Merendero”, elemento perturbante nome in codice “Tisana” (moglie di Merendero), figlia maggiorenne nome in codice “La Sposa” con rispettivo marito e autista nome in codice “El Moro”, infine figlia minorenne con nome in codice “Me Pare”.
McLouis:
CapoFamiglia e autista nome in codice “Cacciatore”, relativa moglie nome in codice “Mani di Fata” e figlia con nome in codice “Gattona”.

Domenica 4 Agosto 2002

Dopo lungo stress insonnie e “incavolature” varie (non ultima ritrovarsi con il nostro camper da 6 posti anziché 7 come da contratto di noleggio) siamo “dans l’attente de partir” (on va partir) da Ancona.  “Cacciatore” e “Merendero” si fanno attendere, ma io in compenso ho dimenticato tutti i medicinali a Senigallia, la nostra casa estiva, per cui ….. si rende necessaria una breve deviazione.
N.B.: 1) Si era deciso di partire alle ore 8.00…
2) Affoghiamo nelle verdure varie, cotte e crude;
3) “L’Uomo del Monte” ha comprato tante bibite come se dovessimo attraversare il Sahara;
4) Abbiamo crackers e simili per i prossimi 50 anni….CAMPERISTI DELLA DOMENICA!!!! “Merendero” in ritardo, “Uomo del Monte” impegnato nel recupero medicinali, “Cacciatore” alle prese con bici e finestre che non si chiudono: TUTTO OK! ORE 9.10 SI PARTE!
Punto di ritrovo dopo ritardi e deviazioni varie, prima area di servizio dopo Senigallia sulla A14 (vedi Foto in testa).
Viaggio Ancona – San Bartolomeo al Mare 582 Km circa assai noioso, solo un “friccico” di brivido per cambio autostrade A1-A21-A7-A26 (in totale per i pedaggi spesi poco più di 35,00 euro) e poi  riviera dei fiori fino a destinazione. Sosta pranzo e sgranchimenti vari di circa due ore vicino Piacenza, nell’area di sosta “Chiaravalle” (vedi Foto).
Pic-nic all’area di sosta “Chiaravalle sull’A1. Da sinistra in senso orario: Tisana,
MePare, Gattona, MeCompri, Cacciatore, Merendero, Mattiniero, ElMoro,
Cartina, LaSposa, ManidiFata.
Dopo la prima grande abbuffata, come si evince da foto, ripartiamo trovando un po’ di traffico, ma abbastanza scorrevole. Arriviamo a San Bartolomeo al Mare alle 18.00 circa, il cielo è semigrigio. Nell’ultimo tratto abbiamo incontrato la pioggia, ma il temporale è appena passato. Riusciamo a fare anche una passeggiata sul lungomare con bancarelle varie, dove “Me Compri”, seguita a ruota dal fratello “Mattiniero”, colpisce inesorabilmente (fascia x capelli e maglietta Spyderman). Degna di nota è l’area attrezzata; segnalazione pessima, solo per indovini; custode direttamente giunto da lager nazista (l’Auto-Roller 7 è stato accuratamente misurato perché oltre i 7 metri non è permessa la sosta nell’area; i tavoli, goliardicamente estratti dai gavoni pensando all’abbuffata serale sotto le stelle (vedi Foto) sono tornati velocemente ai loro posti perché il regolamento dell’area non permette forme di campeggio). Nell’insieme luogo assai indegno per camperisti vivaci e improvvisati come noi. Comunque ci sono scarichi e acqua potabile; si consiglia però di leggere attentamente il regolamento affisso sul cancello all’ingresso dell’area attrezzata.
Cena mancata alla prima area di sosta a San Bartolomeo al Mare.

Lunedì 5 Agosto 2002

Sono le 8.58 e siamo alle prese con acque varie: grigie, nere e potabili. Dopo notte insonne vagante con pila, il risveglio nel nostro AR-3 varia dalle ore 5.40 alle 6.30, in orario indefinito negli altri due camper; in particolare “Mani di Fata” ha già fatto la sua escursione mattutina portando alla carovana briosches e pane fresco. Ripartiamo da San Bartolomeo con destinazione Mentone. Il primo tratto in autostrada scorre liscio fino alla frontiera, ma alle prime strade panoramiche incominciano i guai: “Tisana” ha i primi sintomi di sofferenza alle porte di Mentone. Attraversiamo la città, ma le notizie che ci giungono dall’AR-7 via ricetrasmittente sono tragiche: “Tisana” è stesa sulla dinette con attacchi di nausea! Dopo varie soste e l’intervento terapeutico di “Mani di Fata” (fiori di Bach inclusi), decidiamo di ripartire. Quando per puro caso ci troviamo di fronte all’indicazione per “La Turbie”, nonostante il malessere di “Tisana”, decido di provare la salita con la speranza che ne valga la pena. Lungo il tragitto ci fermiamo per ammirare dall’alto Montecarlo; il panorama è sublime e la giornata è magnifica (vedi Foto).

Bella vista panoramica di Montecarlo dalla strada che conduce a La Turbie.
Giungiamo a “La Turbie” all’ora di pranzo e qui, seguendo le indicazioni per il Trophèe des Alpes, troviamo un bel parcheggio, vicino ad un piccolo piazzale panoramico dedicato al gioco delle bocce che ci sembra adatto per pranzo. Ancora scioccati dal custode dell’area di S.Bartolomeo al Mare, andiamo prima a chiedere al piccolo ufficio informazioni ai piedi del monumento se è possibile accendere fornelli a gas e mangiare nell’area. Permesso accordato: il nostro piccolo bivacco incomincia a prendere forma con fornelli, pentole per la pasta e per il sugo e accessori vari. Dopo un’abbondante rifocillata anche “Tisana” sta meglio, con l’aiuto di boji, moqui e l’efficace intervento di “Mani di Fata” coadiuvata all’occorrenza da me e dal “Moro”. Un paio d’ore di sosta e siamo pronti per la visita al Trophèe, al piccolo parco che lo circonda, con vista sempre molto panoramica su Monaco-Montecarlo (vedi Foto), nonché al grazioso paesino di La Turbie. Ancora una vista panoramica di Montecarlo dal Trophèe des Alpes A metà pomeriggio siamo pronti per affrontare il problema pernottamento. Andiamo verso Cagnes-sur-Mer. L’intenzione era di fare la costa fino a Nizza, ma mi distraggo un attimo e, i cartelli stradali di colore opposto al nostro (qui il verde indica le statali e il blu le autostrade) mi portano dritta sull’autoroute: unica consolazione l’uscita di Nizza e poi un passaggio in camper nell’elegante Promenades des Anglais. DA NIZZA A CAGNES CERCANDO UN CAMPING. Facile a dirsi difficile a farsi! Il primo che troviamo seguendo le indicazioni ci può solo offrire un posto nel parcheggio di ingresso per una notte, senza elettricità e con divieto assoluto di qualsiasi rumore. Sperando in qualcosa di meglio ce ne andiamo, ma nel tornare indietro facciamo con il nostro AR-3 il secondo danno della giornata: strisciamo a lungo la fiancata sinistra contro dei rami di alberi lungo la stretta strada perdendo anche la gemma della luce di ingombro, in seguito raccolta dal “Cacciatore”. Il primo l’avevamo fatto in mattinata a La Turbie, spaccando il paraurti posteriore su di una roccia molto bassa (questo ci costerà alla consegna del camper 155,00 Euro). Provati dalla dura esperienza decidiamo di telefonare prima di avventurarci su impervie stradine, ma anche le telefonate vanno a vuoto. Solo dall’ufficio del turismo di Cagnes riusciamo ad avere un altro numero di telefono e a trovare finalmente posto al Camping “Le Sourire” di Villeneuve-Loubet a pochi Km da Cagnes-sur-Mer e sulla strada per Grasse. Il camping è discreto, ombreggiato con piscina e animazione serale. Mangiamo a lume di lampade a gas e candele alla citronella (non ci hanno dato corrente) l’immancabile pastasciutta da bravi italiani in vacanza. La serata si conclude con Caffè Sport e Limoncello conditi con cubetti di ghiaccio il tutto offerto dall’”Uomo del Monte”. Gli uomini si fumano un sigaro e poi tutti a nanna.

Martedì 6 Agosto 2002

Questa mattina abbiamo deciso di andare a Grasse, la città dei profumi. Tisana, La sposa e El Moro preferiscono la vita tranquilla e quindi decidono di restare nella piscina del campeggio, mentre noi ci accingiamo a prendere l’autobus. La fermata è davanti all’uscita del campeggio, su di una strada molto trafficata, dove si rischia permanentemente di essere falciati da camion e auto in corsa. Alle 9.50 saliamo sull’autobus. L’autista mette a dura prova i nostri stomaci, ma in meno di mezz’ora siamo a Grasse. Dal piazzale in cui ci lascia l’autobus si gode un bel panorama. Scattiamo alcune foto e ci dirigiamo verso il centro storico. Mi accorgo di aver lasciato gli occhiali da sole nel camper, quindi convinco il “maritozzo” Uomo del Monte a comprarmene un paio; guarda caso siamo proprio di fronte ad un ottico (partono 100,00 Euro, ma in compenso esco con due paia di occhiali). Grazie all’indicazione dell’ottico (e ti credo!!), ci troviamo dentro la parte vecchia dove c’è mercato; passando in mezzo a vicoli che sembrano più medio orientali che francesi, giungiamo in Place du Petit-Puy. La cattedrale è molto bella. Da dietro la cattedrale un balcone sulla vallata offe ancora un bel panorama. Ripartiamo alla ricerca del Museo Internazionale della Profumeria; all’ingresso gli 8 Euro a testa del biglietto per un museo che non sembra offrire così tanto, ci fanno desistere. Preferiamo entrare nella vicina Ousine Fragonard, dove gratuitamente una guida ci illustra (in francese!!!) le varie fasi di preparazione dei profumi. Meta finale è lo spaccio aziendale dove graziose hostess fanno sentire le varie essenze che si possono anche acquistare. Un acquisto è d’obbligo; l’essenza Fragonard è quella che ci conquista! Usciamo ubriache per le troppe essenze respirate, recuperiamo il resto della carovana rimasto in portineria e andiamo a cercare qualcosa da mettere sotto i denti. Io e “Mani di fata” andiamo a comprare panini avec de saussisson, sans buerre ni sauces, mentre gli altri cercano posto all’ombra in un bel giardino poco lontano. Tutto questo in attesa di fare un giro sul trenino turistico che per 5 Euro a testa fa il giro del centro storico. Finito il giro (peraltro già fatto a piedi la mattina!) ritorniamo alla fermata dell’autobus che ci riporta al camping. Lungo il tragitto Cartina, Mani di Fata e Uomo del Monte decidono di proseguire per Cagnes, mentre gli altri preferiscono un tuffo in piscina. A Cagnes puntiamo sul castello Grimaldi ben visibile dal basso, ma duro da raggiungere. La salita comunque offre un bel panorama, peccato che il martedì il castello sia chiuso!! Dal castello scendiamo fino al mare alla ricerca del Museo Renoir, anche quello chiuso di martedì!!! Esausti raggiungiamo il lungomare, guardando da lontano la “Baia degli angeli”, per poi ritornare alla fermata dell’autobus, che, con tre quarti d’ora di ritardo sull’orario previsto, ci riporta stanchi al campeggio. Qui ci attendono “i bagnanti”, entusiasti della piscina. Cena comunitaria con annessi e connessi.

Mercoledì 7 Agosto 2002

Per due notti di campeggio al “Le Sourire” il nostro AR-3 paga 65,00 Euro. Fatto il pieno di acqua, baguette e croissantes sono quasi le ore 10,00 quando ci mettiamo in marcia alla volta di Aix-en-Provence. Abbiamo da poco preso l’Autoroute quando l’Uomo del Monte avvista l’indicazione per il Museo dell’Auto. Una sosta si rende necessaria. All’interno non c’è in realtà molto da vedere se non fosse per un vecchio autobus ed un sidecar che attirano l’attenzione di mio marito (vedi Foto). Oltre ad un certo numero di auto da corsa (F1, Endurance, Rally etc..) sono esposte alcune Bugatti e qualche Rolls..Il biglietto di 7,00 Euro non ci ripaga comunque di quanto esposto all’interno del Museo. Riprendiamo l’autostrada nonché la ricerca, via telefono, di un camping che possa ospitarci.

Sidecar Indian e vecchio pulmann in legno

Il percorso verso Aix è piuttosto breve, 150 Km circa di pura autostrada, ma riusciamo ugualmente ad arrivare alle quattro del pomeriggio, dopo la prima tappa del Museo dell’Auto e la seconda per un pranzo che doveva essere frugale e invece va a finire nell’immancabile pastasciutta più varie, tanto più che Tisana si rifiuta di proseguire, quindi la sosta pranzo è inevitabile. Accompagnati dall’imponenza della montagna Saint Victoire, cara a Cesanne, riprende la ricerca del campeggio, dato che quello che avevamo prenotato strada facendo, quando finalmente giungiamo a destinazione, è completo!!! Finalmente anche in questa occasione riusciamo a trovarne uno libero!!!: è lo “Chantecler” nella Val Saint André. Dopo qualche tribolazione, giungiamo a destinazione. Trovo tutti molto gentili, il camping non è male, piuttosto vicino al centro città con un buon servizio di autobus di linea. Dopo la fatica di attraversare Cagnes s/m, dove le indicazioni per le varie località sono da cercare con il lanternino, poiché tutte hanno lo stesso colore che sia l’ippodromo o una località, sono io che mi rifiuto di proseguire in camper. Questi giorni passati mi hanno provato duramente, sia perché ho dovuto riorganizzare tutto il percorso, viste le difficoltà di movimento, sia perché trovare campeggi liberi è stato fin qui difficile, ma trovare il luogo in cui si trovavano campeggi liberi lo è stato ancora di più per chi come noi non conosce nulla della zona. La costa Azzurra è bella, ma è impraticabile nel periodo di Agosto! Sfoghi personali a parte, i camper sono finalmente posizionati con cunei e accessori vari, c’è corrente che ci permette di ricaricare telefoni computer etc…e anche un discreto spazio per i tavoli; in particolare il nostro AR-3 si trova su di una bella piazzola riservata che utilizziamo per la prima cena comunitaria. Alle 17.30 partiamo in autobus verso Cours Mirabeau con la bella fontana della rotonda che apre il percorso; manca all’appello solo Tisana, che preferisce l’ambiente camper! Lungo il corso troviamo anche un mercatino con prodotti tipici, tra cui l’immancabile lavanda. Subentra però il solito problema: il frigo è vuoto bisogna fare spesa!! Cercare dei negozi di alimentari in centro a Aix è come cercare un ago in un pagliaio, tanto più che l’orario di chiusura si sta avvicinando. Ma anche qui la nostra tenacia viene ricompensata. Riusciamo a trovare un bel negozio di frutta e verdura e una boucherie dove prendiamo delle “ampie” bistecche. La cena è assicurata. Le bellezze di Cours Mirabeau ci trovano abbastanza insensibili, la stanchezza della giornata si fa sentire. Ritorniamo così al campeggio, prepariamo la cena e poi sempre alla luce delle candele alla citronella e lampade elettriche e a gas stiliamo il programma per i prossimi giorni. E’ dura rinunciare al cuore della Provenza, con Gordes, l’abbazia di Senanque e la fontana di Vaucluse di petrarchesca memoria, ma è impossibile pensare di fare il tutto con i tempi che abbiamo. Dalla lentezza nel partire, alle tappe necessarie per acqua e varie, alla difficoltà di trovare un posto per tre camper non proprio piccoli. Così mando a benedire il programma iniziale e si decide di toccare le tappe principali per arrivare all’oceano: Biarritz sarà il nostro giro di boa. Decidiamo anche di darci un orario più ferreo alla mattina: alle 8,00 si parte chi c’è c’è! E anche questa giornata si chiude.

Giovedì 8 Agosto 2002

E oggi siamo pronti per l’avventura: Aix-Avignone by bus! Tisana non demorde, lei non viene. Tutti gli altri pronti per l’autobus fino al centro e poi a piedi alla gare routière, da dove alle 10,05 si parte per Avignone. Con un autista piuttosto allegro e amante dei “peli” alle macchine, arriviamo a destinazione alle 11,45 circa par Route National (c’è anche un autobus che fa direttamente Aix-Avignone par Autoroute, ma lo scopriremo solo al ritorno, quando non lo possiamo più prendere perché abbiamo già il biglietto per l’altra corsa di ritorno!). Avignone ha una eleganza storica notevole, che già dalle mura mi conquista. Passeggiamo lentamente da Cours Jean Joures fino a Place dell’Horologe e poi Place du Palais (vedi Foto).

Immagini di Avignone

Bello è anche salire sul Rocher des Domes a fianco della chiesa, con una bella vista tutt’intorno, da Fort Saint-André alla Torre di Filippo il Bello. Deludente per le nostre ragazze è il ponte di Saint Benezet: dopo averlo tanto cantato a scuola se lo aspettavano un po’ diverso (Vedi Foto).

Il famoso ponte di Avignone

Ci sconcerta come tutto sia sfruttato turisticamente, dato che si paga anche per salire sul ponte, che a dire il vero non ha molto da offrire se non il fatto che è quasi leggendario. Un panino passeggiando e poi crepès e gelato tra i negozietti di Avignone ricchi di prodotti locali sotto un cielo che si sta facendo sempre più grigio. Piccola tappa culturale al Museo Algadon dove pochi mi seguono. Facciamo la solita spesa in un piccolo supermarket arabo e poi di nuovo alla gare routiere per tornare a Aix e poi al campeggio. Troviamo Tisana un po’ triste per la lunga giornata solitaria. Cena separata dato che siamo tutti molto stanchi e poi a letto.

Venerdì 9 Agosto 2002

Partiamo alle 8,30 circa dopo aver pagato per due giorni 59,70 Euro e dopo qualche problema per scarico acque grigie e carico acqua, visto che sulla bella piazzetta di scarico sono parcheggiate delle auto di cui non si riesce a rintracciare il proprietario, andiamo verso Saintes Maries de la Mer, passando per Arles. Dopo il primo tratto in autostrada entriamo in piena Camargue, con belle distese piatte di canne e prati dove abbondano tori neri da corrida e cavalli. Mano a mano che ci si avvicina al mare, i prati diventano stagni pieni di uccelli e i maneggi si fanno sempre più fitti. Saintes Maries de la Mer in questo periodo è molto affolata da turisti, piena di negozietti e bancarelle, in più troviamo anche un mercato dove abbondano salamini di toro e anatra, lunghi con “risvolto”, ceramiche varie e molto colorate, sacchetti di spezie, in particolare rosmarino, e lavanda. C’è anche una danza gitana in corso davanti all’Hotel de Ville (il Comune). La chiesa è molto suggestiva (vedi Foto) perché si respira un’aria antica tra le sue spesse mura e in particolare nel luogo in cui c’è Santa Sara, protettrice dei gitani, dove i tanti ceri accesi rendono l’aria irrespirabile.

Saintes Maries de la Mer. Il mercato con la chiesa sullo sfondo.

Il villaggio si deduce molto bello anche se molto affollato e con un cielo grigio che ne spegne un po’ i colori. Troviamo posto in un parcheggio a pagamento (costo 6 Euro al giorno) che è anche area di sosta attrezzata, ma senza corrente. Parallela alla spiaggia e, come scopriremo dopo, a due passi dal parco naturale. Dopo qualche spesa al mercato ci fermiamo a mangiare, ognuno nel proprio camper, pizze e arrosto comprati lì vicino.
Poi, grazie all’indicazione di altri camperisti italiani, proseguiamo un po’ oltre il parcheggio e scopriamo di essere nel mezzo del parco naturale (vedi Foto) con stagni, libellule aironi e fenicotteri, i più schivi, che si allontanano elegantemente sui loro trampoli all’avvicinarsi di persone. Grazie alla “rumorosità” del nostro gruppo, con bambini entusiasti del posto (in particolare mio figlio), assistiamo anche al bellissimo spettacolo del volo di fenicotteri, che, nel dispiegare le ali mostrano tutti i loro colori, dal nero a tutte le sfumature del rosso.

Il parco naturale a Saintes Maries de la Mer.

I bambini portano via come souvenir piume bianco-rosa trovate per terra. Ci dispiace lasciare questo posto molto bello, specialmente se visitato a cavallo (assistiamo anche a un bel galoppo sulla spiaggia). Ma è ora di partire per Aigues Mortes, lontano circa una ventina di chilometri. Passiamo attraverso vasti vigneti e fattorie dove si possono degustare vini e comprare salami di toro e arriviamo ad Aigues Mortes alle 17,00 circa. Troviamo posto in un’area di sosta comunale (seguire le indicazioni per parcheggio camper subito prima di arrivare alle porte del villaggio) con acqua e scarichi fuori servizio, gratuita di giorno e a pagamento di notte (dalle 17,00 alle 09,00), lungo il canale di fronte alle mura medioevali di Aigues (lato torre di Costanza). Dopo la mattinata di vento intenso che abbiamo trovato a Saintes Maries il cielo adesso è plumbeo. Conosciamo una famiglia di Livorno che sta facendo il percorso inverso al nostro e dopo reciproci consigli decidiamo di fare un giro nel borgo cercando di anticipare la pioggia.All’escursione danno forfait Tisana ElMoro e La sposa. Facciamo i soliti acquisti e la solita spesa e, sotto le prime avvisaglie di pioggia, ritorniamo ai camper. Cena separata, breve incontro dal ElMoro e Merendero, con i soliti alcolici, e via a letto. Nel frattempo ElMoro è riuscito anche a ripescare il pallone che Mattiniero aveva mandato nel canale. Di notte pioverà!

Sabato 10 Agosto 2002

Faccio notare che da questo punto in poi il diario di bordo, scritto comunque a posteriori da me “Cartina”, è tenuto durante il viaggio da “ElMoro” e da “La Sposa”. Ore 8,26 partenza dall’area di sosta di Aigues Mortes alla volta di Montpellier. Come al solito in ritardo sui programmi di partenza, anche se questa volta di soli 26 minuti. Il tragitto è breve, un’ora circa, passando anche vicino alla Grande Motte. Qui abbiamo gli stessi problemi a girare in una città senza avere un’indicazione precisa su dove poter trovare un’area di sosta o un campeggio per motorcaravan. Infatti le varie ricerche sull’argomento, internet compreso, ci avevano dato esito negativo. Riusciamo comunque a trovare tre posti in un piccolo parcheggio payant a sosta illimitata (noi abbiamo speso 2,20 Euro per 4 ore) vicino al centro commerciale del Polygon. Mia figlia “MeCompri” aveva avuto indicazioni precise dalla cugina sui negozi del Centro Lafayette, per cui la nostra prima tappa non poteva che essere quella! Facciamo qualche acquisto anche se in Francia non si fanno grandi affari: qui tutto costa molto più caro che da noi, persino il McDonalds dove i ragazzi prendono un Happy Meal per il pranzo. Insomma l’unica cosa che abbiamo comprato in abbondanza sono le baguettes che si trovano in tutte le salse: al sesamo, ai cereali, integrale, alle olive etc.. Il prezzo oscilla tra i 60 e i 70 cent di euro. Usciti dal Polygon, Montpellier ci viene incontro con tutta la sua eleganza (Vedi Foto).

Montpellier: Place de la Commedie

Di fronte abbiamo Place de la Commedie con la maestosità dei suoi edifici sei-settecenteschi, della fontana e dell’Esplanade sulla destra e dove tutto è elegante, persino i musicisti di strada. Muniti di cartina e depliants avuti al solito ufficio del turismo, ci mettiamo sulle tracce della Place du Peyrou. Gli uffici del turismo sono veramente utili ed il personale molto gentile, ma spesso sono nel centro della città, e, arrivarci, non è semplice considerando che la nostra carovana è composta da tre camper taglia “L” o “XL”. Le cartine delle città hanno sempre indicazioni per parcheggi o aree di sosta per camper e quindi sarebbe molto utile averle prima di arrivare a destinazione. Bisognerebbe contattare i vari uffici da casa, prima di partire, ma…. Anche un po’ di avventura non guasta!! Dopo Rue Foch ci troviamo di fronte l’arco di trionfo  e poi i bei giardini du Peyrou da cui si gode un ottimo panorama, acquedotto compreso. Montpellier è una città molto bella che, in piccolo, richiama la Grandeure di Parigi, e quattro ore per visitarla sono veramente insufficienti, ma ci blocca il fatto di non avere campeggi nelle vicinanze. Quindi, anche se a malincuore, ci avviamo verso le nostre case su ruote, passando per la bella cattedrale di St.Pierre . Prossima destinazione:Carcassonne. Stanca di telefonare, visto che le prenotazioni telefoniche sono inutili, andiamo diritti al campeggio più vicino alla città, ma tanto per cambiare è completo. Comunque ce ne indicano un altro a circa 4 Km. Il campeggio degli Ulivi non è male: è solo un po’ “giovane”, ci sono bagni e servizi nuovi, piscina e maneggio in via di costruzione, e tanta ghiaia con pochi alberi. Dopo lunga attesa veniamo sistemati in un piazzale di terra battuta, tra tende ad igloo e roulottes. Peccato il vento e la pioggia notturna.

Domenica 11 Agosto 2002

Dopo i soliti problemi per lo scarico delle acque grigie, alle 9,00 siamo pronti per la partenza. Al risveglio abbiamo trovato meno fango del previsto, ma il cielo grigio scuro ed il vento “forza 9” persistono. Prima tappa della giornata: visita alla città di Carcassonne (vedi Foto).

Vista di Carcassonne dal parcheggio

Parcheggiamo sotto le mura della Cité e il castello, vista l’atmosfera autunnale che lo circonda, sembra ancora più “medioevale”, austero e grigio che mai. Passeggiamo tra le vie antiche sferzate dal vento e piene di negozietti: il castello è troppo pieno di gente, la cattedrale è chiusa al pubblico perché la televisione sta registrando la Santa Messa, ma una visita al pozzo e un giro delle Lices non ce li toglie nessuno.

Ancora uno scorcio delle vie lungo le mura di cinta della città

Dopo un paio d’ore è venuto il momento di ripartire alla volta di Lourdes, dove arriviamo nel primo pomeriggio. Il cielo grigio ci perseguita e il problema principale è sempre il solito: trovare un parcheggio libero che non sia lontano dal centro. Arriviamo all’ufficio del turismo della città giusto in tempo per captare una telefonata di un turista che cercava la Gendarmerie perchè ha subito un furto. Afferro il problema e la signora dell’ufficio del turismo mi conferma che in giro ci sono molti zingari ed è meglio pernottare nei campeggi custoditi. Il più vicino, libero, è il camping “Du Loup”, a dieci minuti dalla Basilica. Due notti 32,20 Euro più doccia a pagamento! Ci accampiamo su di un praticello all’inglese niente male, anche se un po’ incastrati e da lì partiamo a piedi alla volta della Basilica (vedi Foto).

La basilica di Lourdes

La spiritualità della “carovana” si esterna appieno. Ho la sensazione che la vera meta dei miei compagni di viaggio sia questa; il resto del viaggio è accettato come i pellegrini medioevali accettavano il percorso faticoso che li portava al luogo sacro. Io ho trovato Lourdes troppo affollata e quasi commerciale, come la vendita delle indulgenze di qualche secolo fa; comunque la Basilica è molto bella e la Grotta è senz’altro un luogo sacro carico di energia e “pulsante” di fede.  Noi e la famiglia del Cacciatore, visto che il gruppo del Merendero ha preferito il campeggio, decidiamo di approfittare di uno dei tanti ristoranti vicino alla Basilica per mangiare qualcosa: i nostri ragazzi non resistono alla tentazione di una bella pizza! Partecipiamo poi alla processione serale dove ritroviamo gli altri del gruppo, ad eccezione di Tisana, e poi tutti a letto in attesa del giorno successivo.

Lunedì 12 Agosto 2002

La mattina di nuovo tutti verso la Basilica tranne la mia famiglia. La comunità ha dato fondo alle risorse alimentari fatta eccezione naturalmente per pasta e polpa di pomodoro! Urge pertanto la spesa. Lascio i miei mezzo addormentati nel camper e parto alla ricerca di un supermercato. Purtroppo si è messo a piovere. Dopo lungo pellegrinare giungo finalmente al mercato della città, dove faccio un po’ di spesa (baguette, carne, insalata) e mi appresto al ritorno. E qui iniziano i guai. Buste varie più ombrello più strada da fare, è veramente troppo tutto insieme. Quando torno al camper sono al limite della sopravvivenza: bagnata fino alle mutande tra pioggia e sudore, dita livide per il peso delle buste (preciso che parte del percorso l’ho fatta aiutata da due boyscouts di Avellino, un ragazzo e una ragazza molto simpatici, senza i quali mi sarei arresa prima di arrivare a destinazione) e una baguette addirittura piegata ad angolo retto per la troppa pioggia presa, nonostante l’ombrello. Ma siamo giovani e forti e così… via! si riparte alla volta della Basilica per la Messa delle 11,00 in italiano. Intanto Mani di Fata ha preso più acqua di me, perché ha partecipato alla messa all’aperto in pieno diluvio e il k.way non è bastato a ripararla. Il Moro e La Sposa intanto partecipavano “casualmente” alla Messa.. per gli Sposi: fatta apposta per loro! Da una nota del diario del Moro: <-da far notare il primo miracolo. All’uscita della messa il sole (vedi foto).

La piazza davanti alla Basilica illuminata da una schiarita del cielo

Pranzo in camping e poi subito partenza alla volta del Santuario per una visita alla casa di Bernadette, benedizione degli oggetti, taniche di acqua e…. come una manna dal cielo il secondo miracolo: a Tisana, che soffre da circa quarant’anni di stitichezza, si è “sbloccata” la situazione. Quindi c’è un cambio di programma e la partenza per il ritorno in Italia, che il camper del Merendero doveva effettuare subito dopo Lourdes, viene annullata. Festeggiamenti con cena collettiva e “sbornia” con vin broulè improvvisato al momento dall’Uomo del Monte“.  Alcuni tornano alla processione delle 21,00, Tisana in prima linea per ringraziare a dovere. Poi tutti a nanna, mentre fuori la pioggerellina continua a picchiettare sul camper.

Martedì 13 Agosto 2002

Oggi tutti pronti per Biarritz. La carovana ancora unita è pronta, dopo i soliti scarichi e carichi di acqua e dopo l’acquisto delle solite baguettes e croissants da un fornaio che viene al campeggio ogni mattina e alle 9,00 si parte. Durante il tragitto, dopo un bel cielo a pecorelle sopra Lourdes, facciamo scommesse su come sarà il tempo, ma vincono gli ottimisti: a Biarritz splende il sole. La strada è bella perché, seppure autostrada, passa tra le campagne ai piedi dei Pirenei, tra prati, campi coltivati, mucche, cavalli e vigneti. La rimpiangerò quando, tornati in Italia, faremo il tratto da Torino in giù, in pieno “piattume” padano. Arriviamo a Bayonne e poi Biarritz in tarda mattinata. Dopo un breve giro decidiamo di non impantanarci in vie troppo strette per i nostri camper; così cerchiamo un parcheggio e da lì ci muoviamo a piedi: direzione vecchio porto dei pescatori, museo del mare e le Rocher de la Vierge, nonché una spiaggia molto bella (vedi Foto) che, come scopriremo il giorno dopo, di mattina scompare perché l’alta marea la sommerge.

Veduta dall’alto della bella spiaggia di Biarritz.

Decidiamo di non spingerci oltre, verso le belle coste sabbiose dell’Aquitana, preferiamo fermarci in questo angolo stupendo sull’oceano che è Biarritz. E’ vicino a le Rocher (vedi Foto25) che ci fermiamo a mangiare, in un piccolo ristorantino dove troviamo buone insalatone e pesce ancora più buono. Poi alcuni di noi visitano il Museo del Mare con lo spettacolo delle foche, mentre altri si concedono un giro panoramico. A dire il vero il museo mi ha un po’ deluso: a parte la sezione ornitologica, l’acquario di Genova o il Parco Le Navi di Cattolica non hanno nulla da invidiargli. Dal Museo si torna indietro ai motorcaravans e qui ritorna il nostro perenne vagare per cercare campeggi liberi. Dopo tante telefonate, decidiamo di rinunciare ad un campeggio sulla costa: da St.Jean de Lutz a Cap Breton “chaque camping est complet!” Ripieghiamo su un’area di sosta a pagamento che avevamo attraversato nel girare la città. Naturalmente anche quella è piena, ma c’è posto ai limiti dell’area e così decidiamo di pernottare lì (ci si accoda anche un camper tedesco). Ceniamo abbastanza velocemente perché nulla mi toglierà il tramonto sull’oceano. Il camper del Merendero è insensibile a tutto questo, ma noi e la famiglia del Cacciatore siamo pronti ad assistere allo spettacolo. Alle 21,15 circa siamo sulla spiaggia a salutare il sole assieme agli ultimi due surfisti che aspettano le onde giuste da cavalcare e ad un altro gruppetto di ragazzi che salutano con musiche e balli il sole che se ne và. Prolunghiamo la passeggiata prima di andare a letto, scoprendo una spiaggetta che non dovrebbe essere male per il giorno dopo.

Mercoledì 14 Agosto 2002

E’ mattina non troppo presto (ma qui il sole sorge quasi un’ora più tardi che dalle nostre parti, così come tramonta più tardi) e Mani di Fata ed io partiamo per una passeggiata lungo il mare. Ritorniamo verso il vecchio Porto dei Pescatori, scoprendo tra l’altro che la bella spiaggia del pomeriggio precedente piena di ragazzi con le tavole da surf, stamattina non esiste. Il mare arriva agli scogli vicino alla strada: l’escursione delle maree è davvero notevole nell’arco della stessa giornata. Fatta la solita spesa di sopravvivenza, consistente in insalata, baguettes e croissants, torniamo al camper dove tutti sono pronti per una splendida giornata di mare. Le onde sono piuttosto violente e nel ritorno trascinano tanti sassi al punto che ti arrivano delle vere e proprie sassate alle caviglie. Mettiamoci pure l’acqua non proprio della temperature cui siamo abituati nel nostro mare Adriatico e direi che è abbastanza per quanto riguarda me e altri del gruppo per dire: “un tuffo? No, grazie!” Unici eroi del momento Uomo del Monte e Merendero che si avventurano in una nuotata tra le onde. Ma si sa: anche nelle foche il grasso funziona da isolante termico. Pranzo a base di panini e sole a più non posso, ma verso l’ora di pranzo è così caldo che il Merendero decide di andare a prendere l’ombrellone per cercare di creare un po’ di ombra. Ombrellone di “stazza italiana” naturalmente che troneggia tra gli altri più piccoli, appoggiati sulla spiaggia; ci dobbiamo sempre far riconoscere?!?! Nel frattempo l’oceano si è ritirato di nuovo e, lasciati i sassi, si apre una spiaggia sabbiosa veramente impensabile visto lo scenario della mattina. Si sono formati anche dei piccoli laghi tra gli scogli, per la gioia dei bambini che fanno piccoli tuffi dagli scogli stessi. Anche Mattiniero decide di tuffarsi, mentre le nostre ragazze preferiscono fare le sirenette sul bagnasciuga. Raccogliamo dei sassi molto belli da tenere in ricordo del luogo e ci prepariamo per il ritorno. Attorno alle cinque del pomeriggio salpiamo l’ancora, facciamo spesa ad un vicino supermercato e torniamo in autostrada verso Toulouse. Ceniamo in una piccola area di sosta sull’autoroute con tanto di tavola imbandita e poi pernottiamo nel parcheggio di un autogrill. Intanto per il McLouis del Cacciatore si presentano guai tecnici: la batteria ausiliaria è fuori uso a causa del surriscaldamento di un filo di collegamento. L’odore di bruciato ci aveva fatto pensare a danni più seri, ma per fortuna il problema si risolve collegando l’impianto alla batteria del motore.

Giovedì 15 Agosto 2002

Dopo una buona colazione con delle “madeleines” di proustiana memoria, ripartiamo diretti ad Albi, dove arriviamo a metà mattinata. C’è un parcheggio per camper ombreggiato, senza scarichi né acqua, proprio vicino alla cattedrale, ma l’ingresso è un po’ difficile da vedere: dietro ad un’aiuola sembra più una stradina che porta ai giardini pubblici, così giriamo in tondo per un po’, con delle persone che ci danno indicazioni diverse, per tutti i gusti! Quando finalmente ci arriviamo, troviamo dei vicini molto gentili: una coppia di italiani che ci racconta qualche loro avventura e una coppia di francesi che ci da delle buone indicazioni per trovare un’area di sosta fuori Albi. E ora si parte a visitare la bella cattedrale. Già l’esterno è affascinante, ma l’interno è stupendo. Le Coeur della basilica merita una visita molto particolareggiata. Soprattutto il soffitto che dal Cinquecento non è stato mai restaurato e conserva ancora tutta l’intensità del colore originale. Anche l’organo nella sua maestosità ci colpisce, in particolare ne resta affascinato mio marito che, da ex musicista, suonava appunto l’organo. Usciti dalla chiesa andiamo alla ricerca di un posto degno del pranzo di Ferragosto, ma i menù che leggiamo in giro non ci “attizzano” molto. Troviamo l’indicazione per una pizzeria e i nostri ragazzi entusiasti partono alla ricerca del luogo giusto che… non si trova! Seguendo il fiuto di mio figlio (che per gli odori è tipo cane da tartufo) giungiamo in un ristorantino spagnolo molto “loco”, dove certamente non c’è la pizza, ma il menù ci piace. Così, unici avventori del locale un po’ nascosto e al limite dell’orario di apertura (sono le 14,00), riusciamo a mangiare le solite insalatone con salse varie più bistecche molto al sangue. Finito il pranzo torniamo verso la cattedrale. Io vado a visitare il Museo Toulouse-Lautrec, mentre gli altri si concedono una passeggiata lungo le rive del Tarn verso il ponte vecchio. Ho a disposizione un’ora e mezza prima dell’appuntamento ai camper, ma è un tempo veramente irrisorio in confronto alle cose da vedere nel museo, che racchiude una mostra d’arte moderna oltre ad una dettagliata esposizione delle opere dell’artista, con tanto di telefono guida che illustra i quadri più significativi. In più intorno al palazzo ci sono dei giardini stupendi, che posso solo ammirare dalle finestre del palazzo de la Berbie, con una bella vista sul Tarn. Il tutto meriterebbe un’intera giornata di visita e relax, ma il tempo tiranno mi richiama al parcheggio. Lì scopriamo di aver lasciato un finestrino della cabina aperto: per fortuna i nostri vicini francesi se ne sono accorti e hanno fatto buona guardia aspettando il nostro ritorno. E’ ora di partire per Millau. Ormai è solo strada e pensiero del ritorno, visto che è rimasta solo un’ultima tappa, quella di Le-Puy en Velais. La meta più immediata però è quell’area di sosta, in cui scaricare le acque e rifare il pieno di acqua potabile, che ci è stata segnalata dalla coppia di francesi di Albi. Indicazioni perfette fino ad un certo punto: noi la pensavamo lungo la strada dipartimentale, invece ci dobbiamo immergere nel pieno della campagna francese, su stradine tra campi e le immancabili mucche dove tremiamo all’idea di incontrare qualcuno che venga in direzione opposta. Comunque giungiamo a destinazione, in una bella fattoria immersa nella campagna, con un bel prato su cui sostano camper e caravan tra pulcini, anatroccoli e altri animali da cortile che passeggiano indisturbati. Il tutto gestito da un signore di età avanzata che chiameremo il “Vecchio Fattore” e che ci parla in dialetto occitano, così vicino all’italiano e allo spagnolo. Un altro mondo, dopo le strade affollate ed i ritmi accelerati da cui veniamo: peccato che la nostra sia solo una sosta tecnica! Per la modica cifra di 2 Euro facciamo il pieno d’acqua, salutiamo il simpatico “fattore” e continuiamo il viaggio tra altopiani e vallate, circondati da un bellissimo panorama, fino a Millau. Arriviamo nei pressi di Millau alle 20,00 circa. Pernottiamo a Creissels, nel camping St.Martin, dove veniamo gentilmente ospitati nella plateform dell’ingresso, poiché anche questo campeggio è al completo. Ci guardano tutti con molta curiosità, compresi i bambini che si avvicinano per “sbirciare”, tentando una conversazione con il piccolo Mattiniero, ma la lingua diversa li allontana. Abbiamo la netta sensazione che i motorcaravans siano piuttosto rari da queste parti; infatti ci sono molte tende e molte roulottes, ma nessun camper! Dopo una bella doccia e la cena c’è il solito meeting serale, dove si esprimono i soliti oramai per me (unica responsabile dell’organizzazione del viaggio) giudizi sul tragitto. Viene criticato il fatto che il viaggio è stato troppo lungo, con tappe “toccata e fuga”. Io dall’altra parte continuo a chiedermi che cosa ha animato la scelta di fare un viaggio in camper se l’interesse era più per i servizi che si trovano nei vari campeggi, che per la magia dei posti visitati. Comunque nell’insieme direi che viaggiare in gruppo è difficile perché comporta compromessi di convivenza, ma rallegra e da sapore al viaggio e tutto diventa motivo di risate, comprese le difficoltà. Anche questa giornata si chiude salutata da un cielo stellato.

Venerdì 16 Agosto 2002

Nella notte gli occupanti dell’Auto-Roller del Merendero hanno avuto problemi con dei “presunti” ladri e con un piccolo incidente finito poi in risate. In piena notte si è aperto il gavone e MePare, che dormiva proprio nel letto sopra il gavone, ha rischiato di rotolare fuori dal camper. Così la mattina al momento di partire l’aspetto non era dei migliori, vista la nottata non proprio riposante. Comunque alla solita ora e dopo i soliti scarichi e carichi d’acqua ripartiamo verso Le-Puy. Ci fermiamo nel parcheggio pubblico dopo molti dubbi se i camper potevano o meno sostare lì e iniziamo la salita verso la cattedrale. Lo stile romanico con la facciata “a scacchiera” la rende molto bella così come colpisce molto la statua della Vergine che veglia sulla città (vedi Foto).

L’imponente statua in bronzo della Vergine di Le-Puy.

Per quanto mi riguarda comincia a mancare l’entusiasmo per i luoghi da visitare, perché l’aria del ritorno lo smorza molto. Così, indecisi se fare la scalinata verso il Santuario di St.Michel d’Aiguilhe, che a dire la verità non è molto invitante avvolto com’è nelle impalcature per il restauro, o salire verso la statua della Vergine, non visitiamo nell’uno né l’altra, e, dopo un breve vagare nelle vie intorno al santuario, torniamo ai camper, dove LaSposa è rimasta a fare buona guardia.
Di nuovo in moto verso St.Jeanne de Maurienne, per il cosiddetto campeggio di Heidi. In effetti avevamo trovato le indicazioni per questo camping “Des Grans Cols” su di un diario di bordo estratto da internet, dove veniva descritto come molto ordinato e tranquillo, in mezzo alle montagne (pagheremo per una notte 19,30 Euro). Le nostre aspettative non sono andate deluse: il camping è davvero carino con un’atmosfera molto serena e tranquilla. Concludiamo la serata con una piccola festa di compleanno del Cacciatore che ci offre una deliziosa torta ai lamponi e un buon goccetto di porto. Dopo canti e balli che confermano la nostra fama di animatori (o disturbatori, a seconda dei punti di vista) di campeggi, andiamo tutti a dormire per prepararci al grande rientro.

Sabato 17 Agosto 2002

Noi responsabili dell’alimentazione della carovana, vale a dire Merendero, Mani di Fata e Cartina, ci concediamo l’ultimo giro al mercatino rionale di St.Jeanne de Maurienne, dove compriamo frutta e salumi e poi tutti pronti per l’ultimo lungo tragitto verso casa. Passiamo il confine dal Moncenisio immersi in bei paesaggi montani,  poi la Val di Susa, Torino e giù fino ad Ancona dove arriviamo poco prima delle ore 20,00.
Degna di nota è la sosta in un Autogrill vicino a Torino, dove i nostri ragazzi si avventano verso il bancone gridando entusiasti <-la pizza! la pizza!-> Spiego ad una signora, che li guarda un po’ stupita per tanta foga, che siamo stati all’estero dove non era facile trovare la pizza e così lei ride divertita e comprensiva. Salutiamo i nostri compagni di viaggio con un po’ di dispiacere che passa subito grazie alle rime del Moro che ci fanno fare una grande risata di chiusura del viaggio:

Eccole qua, una dopo l’altra, a ricordare un viaggio molto divertente.

Abbiamo mangiato sempre come un bisonte,
Un saluto all’Uomo del Monte.

Un saluto alla persona che ci ha guidato fino a stamattina,
il suo nome in codice è Cartina.

Purtroppo in Francia dovevi pagare l’entrata,
un saluto a Mani di Fata.

Abbiamo mangiato a tutte le ore,
un saluto al Cacciatore.

Abbiamo visto anche un torero,
un saluto al Merendero.

A Lourdes una tappa buona e sana,
un saluto anche a Tisana.

Tutti i campeggi eran pieni di fiori, tra cui anche la rosa,
un saluto a LaSposa.

Nel gavone ha dormito fiero,
un saluto al Mattiniero.

L’acqua ci ha fatto consumare,
un saluto a MePare.

Nelle aree di sosta molti incontri,
un saluto a MeCompri.

A Ferragosto la bistecca era buona,
un saluto alla Gattona.

Con la sua allegria ha fatto proprio un bel lavoro,
un salutone al Moro.

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