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Decidiamo di ritornare in Sardegna per ripercorrere alcuni tratti costieri del sud dell’isola, che anni addietro con la tenda e la “due cavalli”abbiamo fugacemente visitato. Scegliamo la prima decade di luglio per il viaggio, per evitare l’affollamento, e il gran caldo. A posteriori posso dire che l’affollamento è stato evitato, non posso dire lo stesso del caldo, che ci ha accompagnato per tutto la
permanenza nell’isola....e non solo. Arriviamo in Sardegna in open-deck, viaggiando di notte comodamente nel nostro camper,alle sette del mattino.
Dopo un rifornimento di viveri, ci fermiamo per il primo bagno al porto Taverna, di fronte alla Tavolara e all’isolotto Rosso, all’inizio della costa dorata,meta ormai fissa dei nostri sbarchi nell’isola. Nel pomeriggio, dopo un sosta a cala Budoni,ottima spiaggia con annessa pineta, partiamo alla ricerca di una guardia medica, per un sospetta pertosse a carico del piccolo. Scongiurato il pericolo ci fermiamo in un campeggio per la notte con grande dispiacere al mattino,quando siamo andati a saldare il conto. Ripartiamo per il sud, facendo una sosta a Cala Liberotto nel golfo di Orosei, attraversando da prima le cave di travertino, poi una parte del sopramonte, e una spicchio del parco del Gennargentu. Che dire…, a parte la strada tortuosa, il paesaggio suggestivo e misterioso incute quei posti selvaggi timore e “paura” a qualsiasi viandante.
Scendiamo nell’Ogliastra per raggiungere la nostra prima meta,Santa Maria Navarrese. Ci fermiamo tre notti nell’aria di sosta attrezzata, in una ottima sistemazione sotto l’ombra degli eucalipti. Uno dei giorni di permanenza noleggiamo un gommone per andare a scoprire la costa tanto decantata dai più. Nonostante un guasto tecnico al motore , e il mare increspato, riusciamo ad ammirare la bellezza delle cale, che da Santa Maria Navarrese a Cala Gonone ad intervallo si affacciano nel l’azzurro e cristallino mare. Dopo aver mangiato un ottimo “porceddù”preparato dal gestore dell’area di sosta , e una serie di informazioni utili su località da visitare per il proseguo del viaggio,il terzo giorno riprendiamo il viaggio. Visitiamo le rosse scogliere di Arbatax, Capo bella Vista e il lido di Torre di Bari, dove a nostra sorpresa, ci troviamo una splendida spiaggia quasi deserta con sabbia dorata, guarnita da una torre a pochi metri dalla battigia che forma un istmo ti sabbia alquanto suggestivo.
Decidiamo di fermarci parecchie ore per gustarci appieno quella marina. Alla sera prendiamo la strada del sud. Arriviamo nel pomeriggio inoltrato per la sosta notturna all’area di sosta di Capo Cavallo, di fianco alla foce del Flumendosa. Sistemato, facciamo in tempo, prima che facci buio,a immergerci nell’acqua “tiepida”antistante l’area ed apprendere da pescatori locali a raccogliere i “vermi “ di mare per la pesca sportiva. Rimaniamo solo la notte, in quanto l’opinione comune dei componenti del camper coincidevano sul giudizio non eccelso del luogo. Sempre più giù, per la dorsale tirrenica, arriviamo nella stupenda Costa Rei, il segmento costiero che esibisce punti di notevole bellezza paesaggistica dovuti all’alternanza di bianche spiagge, scogliere granitiche e tratti di fitti pini marittimi.
Impazziti da tanta bellezza ci fermiamo per il primo approdo con il camper a pochi “centimetri”dalla battigia,nelle vicinanze di Capo Ferrato.in una spiaggia bianchissime finissima tipo farina, sotto dei pini marittimi altissimi protettrici dal sole che cominciava ad essere alquanto “piccante” sulla pelle. Percorriamo, a passo d’uomo la strada verso la punta estrema sud dell’isola per osservare con grande attenzione il paesaggio costiero che si mostra con grande splendore. Interrompiamo più volte la marcia per fermarsi a fotografare o semplicemente contemplare le suggestive coreografie naturali offertoci. Prendiamo la strada per una sosta più lunga per farci l’ennesimo bagno in una delle spiagge più frequentate e suggestive della parte centrale della Costa Rei; Cala di Sinzias.
Nonostante ci capita di domenica la visita, non troviamo difficoltà a trovare il parcheggio per il nostro mezzo nell’ampia area di sosta a pagamento custodita da una cooperativa di giovani locali. Arrivati inriva al mare ci troviamo davanti agli occhi una Kilometrica spiaggia , con una larghezza impressionante, paragonabile a certe spiagge della Bretagna quando il mare si ritira. Il mare trasparente, come fosse l’acqua dei torrenti di montagna, il cielo color celeste, la sabbia bianchissima, le dimensioni della spiaggia, faceva del “quadro” un momento indimenticabile. Riprendiamo la strada per gli ultimi quindici chilometri che ci separano da Villasimius, altra meta importante del viaggio. Ci fermiamo, dopo un consulto famigliare nell’area di sosta ubicata nella statale per Cagliari nelle vicinanze della cittadina.
La decisione è scaturita,oltre per i servizi offerti, anche dalla localizzazione dell’area sopra citata rispetto alla seconda, più nascosta e meno ventilata.
L’indomani andiamo con grande curiosità e grande aspettativa alla scoperta di questa tanto decantata località della Sardegna, affacciata sul mare cristallino con spiagge incantevoli ed abbaglianti. Partendo da Villasimius procediamo in direzione della litoranea per Costa Rei. Percorsi 2 km circa dal bivio, svoltiamo in direzione dell'hotel-pizzeria "L'Oleandro"; prima di arrivare a "L'Oleandro" giriamo subito a destra, passiamo sotto un ponte e dopo 1,6 km di strada sterrata ecco la spiaggia di Punta Molentis.
Massi granitici alle spalle, vegetazione bassa e cespugliosa: una lingua di terra si affaccia su un mare adamantino, ricco di riflessi e sfumature verde azzurro. La spiaggia occupa il lato est della Punta mentre il lato ovest è sassoso.
Tutta la zona è ricca di calette, con piccole spiagge. Alcune sono accessibili in camper attraverso impervie stradine bianche, altre solo a piedi, attraverso la vegetazione dal colore verde intenso. Ci fermiamo tutto il giorno anche se ci ritroviamo in numerosa compagnia. Il tardo pomeriggio ci concediamo una passeggiata lungo le vie del centro abitato per condividere con i locali la brezza serale e l’atmosfera della vita paesana.
Il giorno seguentescegliamo di andare nella spiaggia di Campus dove troviamo un ampio parcheggio, che consente un immediato accesso alla spiaggia. La spiaggia è costituita da una lunga distesa di sabbia bianca e finissima. Alle spalle è chiusa dalla vegetazione tipica, macchia e canneti, e poi, di tanto in tanto, da complessi abitativi abbastanza ben inseriti nel territorio circostante. L'acqua presenta trasparenze cangianti: si va dalle sfumature cristalline caratteristiche delle più rinomate località di Villasimius fino a giungere a tonalità azzurre intense e al blu scuro. Per gli amanti delle lunghe passeggiate al mare, della natura pressoché incontaminata senza rinunciare al comfort, è uno dei luoghi ideali. Prendiamo l’ennesima giornata di sole e bagni, concedendoci sempre più spesso scorpacciate di ghiaccioli visto la calura che diventa sempre più insistente.
La sera decidiamo di restare nell’area di sosta a gustarci del buon pesce alla brace, acquistato in una delle tante pescherie del luogo, e un ottimo Vermentino. La mattina seguente prima di partire per altri lidi adiamo a visitare la spiaggia cittadina di Villasimius proprio davanti al centro abitato. La spiaggia si distende per diversi chilometri, congiungendosi a destra con la spiaggia del Timi Ama e con lo stagno di Notteri, e a sinistra con il promontorio di Porto Luna. Per gli amanti delle lunghe passeggiate al mare e dei comfort a portata di mano è il posto ideale.
L'abbondante urbanizzazione fino a ridosso dell' arenile ha mio modo di vedere, ha deturpato la bellezza naturale della località, anche perchè alcune delle strutture presenti in spiaggia sono riservate esclusivamente ai clienti dei residence. Dopo aver attraversato Cagliari ,senza fermarsi, se non per un approvigionamento, arriviamo nel tardo pomeriggio in uno dei posti più incantevoli e incontaminati del viaggio: la costa sud , nella Sardegna sud-occidentale dal golfo degli Angeli a capo Teulada, con le spiagge di torre di Chia, Su Giudeu, capo spartivento , Tuarredda poutu Tramatzu e tante , tante altre. Il vento, le dune e l'elevata irradiazione solare,specialmente nel periodo estivo fanno di questa zona un ecosistema che limita la presenza massiccia dell’uomo.![]()
Un mare azzurro, blu , turchese, alte scogliere di basalto con nidi di cormorani immersi nei profumi di rosmarino, lentisco, mirto. Piccole piscine naturali residuo del tenace lavoro delle onde, sospinte dal maestrale. Finissima sabbia sconvolta dalle dune desertiche modellate dal vento. Oasi verdi punteggiate da palme nane. Nell’entroterra, stagni presso cui amano sostare i fenicotteri rosa e volteggiare i falchi di palude. Nella selvaggia costa del sud il paesaggio è vario e bellissimo: l'arenile bianchissimo si erge tra il verde-turchese del mare e lo stagno situato poco distante dalla spiaggia,la presenza di pinete naturali, utili anche contro l’afa estiva, che conferiscono al panorama un aspetto insolitamente esotico. Il fatto che sia esposta al vento di scirocco, la rende una delle mete preferite dagli amanti del windsurf e del surf da onda. “qui e facile essere liberi, vagabondare nel blu e seguire il mare non solo sulle coste ma anche dentro di me”così scriveva un surfista inglese, di questi luoghi. Rimaniamo tre giorni in quei posti , con la promessa di ritornarci appena possibile, perché no anche la prossima estate.
Prendiamo la strada del ritorno, percorrendo la “Carlo Felice” l’unica via di scorrimento veloce dell’isola fermandoci per una sosta notturna a Cabras, dove oltre che rivisitare le splendide rovine dell’insediamento Feniceo di Tharros, anche per acquistare una scorta di “bottarga di muggine”prodotto sardo a me gradito.Ciao Sardegna a presto!!
Uliano