Era da tempo che io e mia moglie
pensavamo di fare, con il camper, un giro nella Valle D'Aosta ma finora non si
era realizzato perché generalmente durante il periodo estivo si scelgono
itinerari più lunghi mentre rimane difficile, data la distanza , andarci in
occasione dei "ponti".
Quest'anno, per cause di forza maggiore
abbiamo dovuto spezzare l'uscita estiva e ne abbiamo quindi approfittato.
In seguito si sono aggiunti a noi anche
Sandro , Paola e il fido Golia amici di vecchia data e di tanti viaggi .
Il 12 Luglio alle ore 8.00 partiamo
alla volta di Aosta, raggiungiamo la meta verso le 17,30 dopo 638 Km. troviamo
un parcheggio per passare la notte vicino la stazione ferroviaria della città,
la presenza di nomadi non desta preoccupazione vista la contemporanea presenza
di altri equipaggi, così decidiamo di rimanere.
A piedi ci avviamo a visitare la
cittadina (36.000 ab.), avviandoci verso il centro vediamo subito che il suo
passato è legato alla presenza romana, infatti , con il nome di Augusta
Praetoria , è sorta sul luogo di un antico accampamento romano,(dalla pianta
tipicamente quadrata) sono ancora visibili le mura di cinta, l'anfiteatro e
l'arco di Augusto. Il giorno 13 ci siamo spostati nella
valle di COGNE ( 1534 m s.l. ), all'imbocco della valle sullo sfondo si scorge
la meravigliosa sagoma del Gran Paradiso proseguendo giungiamo a Cogne dove a
causa della bella giornata e del mercato domenicale riusciamo a malapena a
parcheggiare, facciamo una passeggiata per il paese in mezzo alle bancarelle di
prodotti tipici poi ci inoltriamo lungo il prato di S. Orso da li osserviamo con
il binocolo i ghiacciai i quali hanno perso il loro bianco smagliante prendendo
un colore leggermente grigiastro segno che il gran caldo si fa sentire anche
lassù sciogliendo le nevi perenni. Proseguiamo con i nostri mezzi per la
vallata fino a Lillaz, frazione a 3 Km da Cogne. fino a fermarci in uno spiazzo,
in attesa che la bella area di sosta del paese (con acqua e scarico,),si liberi.
Dopo pranzo a piedi ci rechiamo alle cascate vicine
all'abitato e dalle quali si parte per i numerosi sentieri che portano verso i
laghi ed i ghiacciai del Gran Paradiso e li abbiamo goduto di un rinfrescante
pediluvio c'era addirittura chi faceva il bagno, tornando indietro approfittiamo
per vedere il caratteristico paesino, nel frattempo nell'area di sosta si erano
liberati dei posti che abbiamo occupato per la notte , ( costo 3 Euro ). Il
giorno successivo ci spostiamo nella valle di RHEMES dove abbiamo parcheggiato e
pernottato in località Rhèmes Notre Dame ( 1723 s.l. ), da qui proseguendo, si
arriva ad una strada sterrata facilmente percorribile a piedi che conduce in
2.30h circa di cammino al rifugio Benevolo, ( 2285 s.l.). Passeggiando nei
paesini si può notare che la valle, rispetto a quella di Cogne è meno
frequentata da turisti, abbiamo visto due alberghi che ospitavano dei francesi,
la gente del posto si dedica anche all'allevamento di bestiame, difatti molte
persone durante la giornata tagliavano e raccoglievano foraggio.
La sensazione di un turismo a misura di
uomo si percepisce con il richiamo delle marmotte a pochi metri dai nostri
mezzi, dagli abitanti che non trascurando i loro ospiti provvedono comunque ai
loro lavori giornalieri e dai pochi turisti che passeggiano lungo il fiume e sui
prati. Il giorno dopo ci siamo trasferiti a LA
THUILE ( 1434 s.l. ) rinomata stazione sciistica dotata anche di una bella area
di sosta con acqua e scarico dove abbiamo pernottato , ( non si paga ).
Arrivando dal fondovalle l'area di
sosta rimane a destra all'inizio dell'abitato ma noi abbiamo proseguito oltre
perchè questa non sembrava segnalata. Procedendo lungo la strada che si
inerpicava sul fianco della montagna, presi dalla curiosità siamo arrivati con
i camper al passo del Piccolo S. Bernardo,( 2189 s.l. ), dove approfittiamo sia
per dare uno sguardo al laghetto nei pressi del valico sia per fare una capatina
presso i negozi di souvenir. Tornati alla Thuile abbiamo pranzato e
siamo andati per negozi nei quali abbiamo acquistato prodotti locali come
formaggi e yogurt ottimi tra l'altro, un po' delusi comunque dalla località, ci
rechiamo poi presso gli impianti di risalita, ovviamente chiusi ma dalla
piantina esposta appuriamo che gli impianti servono un infinità di piste da
scii, tutto intorno fanno da cornice residence con negozi, pizzerie, pub, ecc.
.da ciò si deduce che questa località offre il meglio di sé nei mesi
invernali.
Il giorno successivo proseguendo il
nostro viaggio arriviamo a COURMAYEUR e precisamente nell'area di sosta posta
sotto il Monte Bianco qui a causa dei lavori di rifacimento si può solo
scaricare e fare rifornimento d'acqua parcheggiando nelle vicinanze.
La giornata è nuvolosa purtroppo e
quindi non possiamo apprezzare tutta la bellezza della grande montagna. Gli
impianti che portano sui ghiacciai sono chiusi per cui
decidiamo di visitare
COURMAYEUR; bella e moderna cittadina di montagna sempre piena di turisti in
tutte le stagioni, nel pomeriggio ci spostiamo in Val VENY presso il campeggio
"La Sorgente" situato proprio a ridosso del Monte Bianco, in passato,
secondo il gestore, in questa stagione i ghiacciai lambivano il campeggio mentre
ora punteggiano la montagna quà e là. Visto il perdurare del maltempo e della
chiusura degli impianti il mattino successivo partiamo per la VALTURNENCHE,
destinazione Cervinia, ( 2006 m.s.l. ), dove sappiamo di trovare una bella area
di sosta con acqua e scarico, per pernottare si paga 6 Euro.Attraversiamo
graziosi paesini colmi di turisti che a piedi o in bicicletta si avventurano
lungo i sentieri di montagna.
Lungo il percorso osserviamo in
lontananza, in mezzo al verde dei boschi, la catena montuosa che ci appare
all'orizzonte ma non riusciamo a distinguere la cima del Cervino, oltrepassata
l'ultima galleria in prossimità di Cervinia , subito dopo una curva a destra ci
appare improvvisamente il picco del Cervino con la cima coperta da una nuvola
mentre attorno il cielo è sereno, lo spettacolo è straordinario e ci lascia
senza fiato, giunti a destinazione parcheggiamo e di corsa ci precipitiamo a
fare delle foto a questa meraviglia della natura. Con calma ci avviamo verso il centro di
Cervinia, ( circa 1 km
. dall'area di sosta ) nel frattempo le nubi che coprivano
la caratteristica cima sono scomparse e ci permettono di godere un grandioso
scenario. Proseguendo sulla strada si possono
osservare le varie costruzioni multicolori che circondano il centro abitato
deturpando un po' la bellezza del posto, (ricordano certi scempi speculativi
tipici degli anni 70). Visitiamo il centro con le sue belle
vetrine e approfittiamo per fare delle compere, prendiamo poi atto che la
funivia è chiusa a causa di alcuni lavori di manutenzione, (avrebbe riaperto la
settimana successiva) non potendo salire sul rifugio come avremmo voluto,
riprendiamo la strada del ritorno ripromettendoci comunque di ritornare in
futuro.
A malincuore, ma purtroppo il tempo
stringe, il mattino seguente scendiamo a valle fino a Chatillon arriviamo a S.
Vincent per prendere la strada della Val Ayas ne percorriamo un tratto fino a
Bruson , anche in questa località troviamo un area di sosta per camper con
acqua e scarico, poi torniamo sulla strada principale uscendo a Verrès dove
approfittiamo per visitare il castello di Issogne vecchio maniero degli Shalland
famiglia nobile del regno dei Savoia. Il castello che esternamente è poco
appariscente perché anticamente non era una roccaforte da difesa ma bensì di
residenza, all'interno risulta affrescato e arredato con mobili originali
dell'epoca. Nel primo pomeriggio ci avviamo verso
la Val GRESSONEY terra dei Valser antica popolazione germanica che ha
colonizzato questa valle mantenendo ancora vivi i propri costumi e le proprie
tradizioni.
Mentre ci inoltriamo nella valle
vediamo centri abitati con le tipiche costruzioni in legno comuni sulle
Dolomiti. attraversiamo Gressoney Saint Jean dove si trova un area di sosta
all'entrata del paese poi Gressoney La Trinitè e proseguendo per la località
Tschaval. ( 1820 m.s.l.), ci fermiamo in un camper stop (costo 12 Euro ), appena
inaugurato, ancora non segnalato sulla stampa specializzata. Il monte Rosa ci appare come un grosso
panettone sulla cui sommità si intravedono tanti ghiacciai, al tramonto ci
sfugge il suo caratteristico colore rosa, perché probabilmente stavamo cenando.
Tschaval si trova proprio ai piedi della montagna dove ci sono alberghi e
strutture invernali, in questo periodo quasi tutte vuote tranne le funivie che
invece sono in funzione. Con la visita alla val Gressoney terminiamo il nostro
viaggio in VAL D'AOSTA e riprendiamo la via del ritorno.Soddisfatti commentiamo
tra noi le bellezze naturali, artistiche, storiche e gastronomiche di cui la
regione è molto ricca.
<-- ritorno alla pagina precedente